Tecniche Energetiche: come liberare l’Energia cristallizzata nelle Memorie (e non solo)

Logosintesi ® e EFT-I (Emotional freedom Techiques – Integrata) sono Tecniche Energetiche nate negli ultimi anni rispettivamente grazie al lavoro del Dott. Willem Lammers (Psicologo e Psicoterapeutra Olandese) e di Andrea Fredi (ricercatore affermato nel campo delle Tecniche energetiche).

Esse coniugano un insieme di saperi e di discipline, ed il loro obiettivo è quello di consentire alle persone di riappropriarsi della propria energia vitale, e riportarla in uno stato di flusso.

Per questi due approcci Energia e Coscienza sono la stessa cosa e ciò che determina il grado di serenità di una persona è il suo livello di consapevolezza ed il contatto con la propria Essenza ( la nostra parte spirituale)

Ecco i presupposti teorici di Logosintesi e EFT-I:

Quando veniamo al mondo l’Energia disponibile fluisce in modo armonico come un fiume che scorre. Tuttavia, a mano a mano che cresciamo, incontriamo una serie di eventi percepiti come dolorosi e traumatici.
Questi, per l’intensità emotiva che portano con sé, hanno come effetto quello di allontanare la coscienza dal qui ed ora, per consentire all’organismo di uscire il prima possibile dalla sofferenza che sta provando.

In questi casi una parte della nostra consapevolezza si stacca dal presente e si cristallizza in quello spazio–tempo (Dissociazione), andando a creare una Rappresentazione congelata dell’accaduto (Introiezione).

Questa separazione riduce il flusso di Energia disponibile.
Nel lungo periodo, una serie di eventi dolorosi e traumatici, possono portare l’individuo ad avere un bassissimo livello energetico che gli impedisce di avere la forza di affrontare le sfide che la vita porta con sé.
In taluni casi la persona potrebbe anche decidere di ritirarsi dal mondo e dalle relazioni.

Grazie a Logosintesi ed a EFT-I è possibile Ricontattare quelle parti di Sé congelate per riportarle nel proprio Centro e quindi in uno stato di flusso.

L’Energia recuperata ha come effetto quello di innalzare il livello di consapevolezza dell’individuo, il quale riesce ad avere percezioni più oggettive (molto meno coinvolgenti in termini di sofferenza) che gli consentono un’elaborazione più  attinente ai fatti, fino a condurlo al processo di accettazione (di ciò che è stato e di ciò che è).

Questo implica anche una crescente capacità di disidentificazione con le problematiche. Molto spesso infatti ci identifichiamo (vi è quindi attaccamento) con la nostra sofferenza.

Talvolta questa identificazione ci impedisce di avere quella capacità di osservare con distacco le dinamiche di pensiero che avvengono al nostro interno.

La nostra mente, infatti, si sposta in maniera quasi nevrotica tra passato (ricordi) e futuro (fantasie) e la maggior parte delle volte la nostra attenzione è come se fosse un fedele passeggero di questo “treno” che viaggia nel tempo.
Ed è così che siamo in balia di confusione e di emozioni talvolta non appropriate al momento presente.

Aumentando la propria consapevolezza si può invece diventare “una stazione ferroviaria” (per continuare con la metafora). Cosa significa?
Che dalla stazione è possibile osservare i treni che vanno e vengono senza per questo salirci e diventare “preda”dei viaggi mentali (e quindi emotivi) che essi intraprendono.

Questa capacità di osservazione distaccata via via crescente è la misura della nostra capacità di Essere Integri (e quindi di avere minori conflitti interiori) e di vivere la nostra vita in una condizione di equilibrio e centratura.

Altri presupposti delle due discipline:

  • La sofferenza di una persona nasce dalla perdita di contatto con la propria Essenza (la nostra parte spirituale);
  • Introiezioni e dissociazioni mantengono questo senso di separazione con la nostra essenza e quindi con il mondo circostante;
  • Introiezioni e dissociazioni sono rappresentazioni (ologrammi) congelati presenti nel nostro spazio personale;
  • Il potere dell’intenzione e delle parole consente di riportare nel proprio centro l’energia cristallizzata in dissociazioni e Introiezioni.
L’energia torna quindi fluida e disponibile nel qui ed ora per essere utilizzata per affrontare con coraggio (Azioni del Cuore) la Vita.

Approfondimenti per punti:
Siamo qualcosa di più rispetto al nostro corpo, ai nostri pensieri e alle nostre emozioni. Siamo anche Essenza (la parte spirituale dell’Essere umano). Questo “concetto” manca all’interno dei principali filoni della Psicologia Tradizionale.

L’Energia si può cristallizzare in Memorie, Credenze o Fantasie.

Introiezioni e dissociazioni non sono elementi astratti ma sono un costrutto energetico presente nel nostro spazio personale. E’ come se fossero dei satelliti che ci gravitano intorno e che potremmo benissimo osservare se avessimo un sistema percettivo differente e più raffinato.

Essi agiscono come dei veli o dei filtri che offuscano la percezione della realtà.

Addirittura, e questo accade moltissime volte, possono distorcerla per garantirsi la propria sopravvivenza (essendo strutture energetiche sono dotate di uno spirito di sopravvivenza. Ragion per cui è così difficile  liberarsene.)
Esse si attivano (e ce ne accorgiamo dal momento che viviamo terremoti emotivi) grazie alle Neuro Associazioni.

Con esse il cervello confronta una determinata situazione del momento con un archivio di situazioni simili del passato, aventi una certa rilevanza emotiva (in termini di sofferenza).

Se per qualche ragione il contesto che stiamo vivendo presenta dei punti in comune, ad esempio, con una trauma che abbiamo vissuto in tenera età, il nostro sistema (Limbico) suonerà l’allarme predisponendo l’organismo all’attacco o alla fuga.
E’ come se dicesse:

“Attenzione! Questa esperienza l’hai già vissuta! Non vorrai mica rischiare di soffrire di nuovo? Allora è meglio attaccare o darsela a gambe!”

Questo allarme sequestra, con differenti gradi di intensità, la nostra parte razionale che non può essere utilizzata per modulare la nostra prima risposta automatica (Si Parla infatti di Sequestro Neurale).

In questo modo avremo grosse difficoltà a mantenere quella lucidità che ci consente di elaborare soluzione più raffinate.

Così se siamo a scuola o sul posto di lavoro possiamo incominciare ad avvertire dei “rumori di fondo” che ci impediscono di utilizzare la nostra memoria di lavoro (la capacità di tenere a mente dei dati e di porli in relazione tra loro per arrivare a delle conclusioni sensate).
Tutte le nostre abilità cognitive subiscono un’Interferenza e ciò fa si che venga fortemente condizionata la qualità delle nostre azioni e dei nostri ragionamenti.

Questa è la ragione per cui Daniel Goleman afferma:

“Se sfuggono al controllo, le emozioni possono rendere stupidi individui intelligenti”.

Quindi a volte capita di “fallire” in quello che facciamo perché ci facciamo prendere dal panico e dall’ansia, e da queste esperienze può nascere addirittura una nuova Paura: La Paura della Paura.
Ti è mai capitato di provare timore, in maniera più o meno consapevole,  all’idea di poter andare completamente in tilt e di perdere il controllo in determinati contesti? Ecco  cosa intendo per Paura della Paura.
In quegli istanti vorresti semplicemente dartela a gambe ma vieni inibito da un’altra parte di te che dice “ Sai che non puoi mostrare le tue fragilità, quindi indossa una bella maschera e cerca di andare avanti”.
Da qui si crea un forte conflitto tra le due parti che difficilmente viene risolto.

Così  rimangono  nel nostro organismo una serie di ormoni (prodotti dalle reazioni automatiche) che non possono essere scaricati e che quindi rimangono al nostro interno andando ad alterare il nostro equilibrio.

La scienza ha ormai dimostrato ampiamente che livelli di stress cronicizzati incidono negativamente sul nostro sistema immunitario, aprendo le porte a disagi di diversa natura.

Certo è che queste situazioni non sono affatto semplici da affrontare. Ma non solo. La situazione si fa ancora più complicata dal momento che si attivano meccanismi di giudizio (c’è qualcosa di sbagliato in me) e di isolamento (mi vergogno e tendo a non parlarne con nessuno).

Le parole hanno il potere di “riscaldare” le strutture energetiche congelate facendo sì che l’energia possa ritornare in uno stato di flusso (e quindi disponibile nel momento presente).

EFT-I e Logosintesi si avvalgono dell’utilizzo di alcune frasi specifiche che servono a veicolare con maggior precisione la nostra Intenzione di Cambiare.
Il potere delle parole era conosciuto sin dall’antichità. Basterà pensare all’utilizzo dei mantra, delle preghiere ed alcune saperi come:
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Creo mentre parlo (Abracadabra)

Le parole sono dei suoni dotati di una determinata frequenza in grado di interagire con la materia.

A riguardo sono interessanti gli esperimenti di Cimatica (Ernst Chladni, Hans Jenny) e gli studi sull’acqua di Masaru Emoto.
Grazie al potere delle parole (e dell’intenzione) è possibile quindi  ricontattare quelle parti di sé che sono rimaste bloccate in qualche spazio – tempo della nostra vita.

Quando l’Energia torna nel nostro centro, in uno stato di flusso, incominciamo a sperimentare nuovi stati d’animo che diventano sempre più presenti nella nostra quotidianità:

Sicurezza
Libertà
Tranquillità
Fiducia
Entusiasmo
Amore
Gratitudine

Quando ritorniamo al centro della nostra vita (in tutti i sensi) riusciamo ad esprimere il nostro potenziale e a vivere avendo la situazione di essere nel posto giusto al momento giusto, e quindi in allineamento con la nostra missione.

Potrebbe interessarti leggere: “Il caso di Laura e della sua paura di parlare pubblico. Esempio di applicazione pratica delle due tecniche.”


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Buona trasformazione!

Un abbraccio,

 

Alex

 

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